Se il capannone della tua azienda ha una copertura in cemento-amianto, l’installazione di un impianto fotovoltaico non è semplicemente rimandata a dopo la bonifica: i due interventi vanno progettati insieme. La rimozione dell’amianto abbinata al fotovoltaico è una delle operazioni più convenienti che un’impresa con immobili datati possa pianificare, perché trasforma un obbligo normativo — la messa in sicurezza di una copertura pericolosa — in un investimento che si autofinanzia parzialmente con il risparmio energetico generato dall’impianto e con i canali agevolativi che coprono anche le spese di bonifica. Torna alla guida principale sul Fotovoltaico per Aziende per il quadro d’insieme.
Perché non si può installare il fotovoltaico su una copertura in amianto
Le coperture in cemento-amianto (comunemente note come eternit) rilasciano fibre pericolose quando il materiale si degrada o viene sollecitato meccanicamente. Qualsiasi intervento di fissaggio — foratura, ancoraggio, calpestamento per la posa — costituisce una sollecitazione diretta sul manto, con rischio di dispersione di fibre. Per questo la normativa sulla gestione dell’amianto vieta interventi che comportino la manipolazione del materiale al di fuori di un piano di bonifica formalizzato, eseguito da ditta iscritta all’albo dei gestori ambientali per la categoria specifica.
Va aggiunta una considerazione economica: anche laddove tecnicamente possibile, installare un impianto destinato a durare 25-30 anni sopra una copertura in amianto significherebbe dover smontare l’intero impianto quando la bonifica diventasse inevitabile, sostenendo due volte il costo di posa.
L’iter corretto: dalla bonifica all’impianto
L’intervento combinato segue una sequenza precisa di adempimenti, il cui rispetto condiziona sia la legittimità dei lavori sia l’accesso agli incentivi.
- Censimento e valutazione dello stato del manto da parte di tecnico qualificato, con determinazione dell’indice di degrado.
- Redazione del Piano di Lavoro da parte dell’impresa di bonifica abilitata, che descrive metodologia, DPI, confinamento e modalità di smaltimento.
- Notifica agli enti competenti (ASL/organo di vigilanza territoriale) con i tempi di preavviso previsti dalla normativa, prima dell’avvio delle operazioni.
- Rimozione e incapsulamento in sicurezza delle lastre, con trasporto e conferimento a discarica autorizzata e rilascio dei formulari di identificazione rifiuto (FIR).
- Realizzazione della nuova copertura, tipicamente in pannello sandwich coibentato o lamiera, dimensionata per sostenere il carico dell’impianto fotovoltaico previsto.
- Installazione dell’impianto fotovoltaico sulla nuova copertura, con sistema di fissaggio integrato già in fase di progetto del manto.
Il vantaggio di progettare i due interventi insieme
Quando bonifica e impianto vengono progettati contestualmente, la nuova copertura può essere dimensionata e orientata tenendo già conto del carico, del sistema di ancoraggio e del layout delle stringhe. Questo evita rilavorazioni, riduce i costi di ponteggio e messa in sicurezza (sostenuti una sola volta invece di due) e permette di scegliere un manto con coibentazione adeguata, migliorando anche le prestazioni termiche dell’edificio.
Quali spese sono agevolabili nell’intervento combinato
Il punto economicamente più rilevante è che diversi canali agevolativi rivolti alle imprese — in particolare i bandi dedicati al comparto agricolo — ammettono tra le spese finanziabili non solo l’impianto fotovoltaico, ma anche gli interventi di rimozione e smaltimento dell’amianto e il rifacimento della copertura. Per un’azienda con capannoni datati, questo significa che una parte consistente del costo di bonifica può essere coperta da contributo, a condizione che l’intervento sia inserito in un progetto unitario e presentato nei tempi e nei modi previsti dal bando.
Poiché le condizioni di ammissibilità, le percentuali di contributo e le finestre di presentazione variano da un’edizione all’altra, la valutazione va sempre fatta sulla normativa e sui bandi vigenti al momento dell’avvio del progetto.
Per il dettaglio degli strumenti agevolativi riservati alle imprese — credito d’imposta, ammortamento fiscale e bandi Parco Agrisolare — leggi la guida Incentivi e Agevolazioni per il Fotovoltaico Aziendale.
Tempi e impatto sull’attività produttiva
La durata complessiva di un intervento combinato dipende dalla superficie della copertura e dai tempi di notifica agli enti, che vanno rispettati prima dell’inizio delle operazioni di rimozione. La fase di bonifica e rifacimento del manto è quella che richiede maggiore coordinamento con l’attività aziendale, perché comporta il confinamento dell’area e l’interdizione degli ambienti sottostanti per il periodo dei lavori.
Per questo la pianificazione tiene conto dei calendari produttivi dell’azienda: nel comparto agricolo, ad esempio, si privilegiano le finestre esterne ai periodi di raccolta o di massima attività di lavorazione; nel manifatturiero si lavora spesso per settori progressivi della copertura, mantenendo operativi i reparti non interessati.
Per le soluzioni di posa sulla nuova copertura e le verifiche strutturali necessarie, leggi Installazione Fotovoltaico su Capannoni Industriali e Agricoli. Per il quadro completo sul fotovoltaico aziendale, torna alla guida Fotovoltaico per Aziende.
Come BP Srl gestisce bonifica e impianto in un unico progetto
Con 3.000+ impianti installati e 46 MW di potenza in produzione, coordiniamo l’intero intervento: valutazione dello stato della copertura, gestione dell’impresa di bonifica abilitata, progettazione della nuova copertura dimensionata per l’impianto, installazione del fotovoltaico e predisposizione della documentazione tecnica per l’accesso agli incentivi.
Il vantaggio per l’azienda è avere un unico interlocutore responsabile del risultato finale, invece di coordinare separatamente bonifica, carpenteria e impiantistica con il rischio di rimpalli tra fornitori.
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