Quando guardi i dati tecnici di una pompa di calore, il numero che ti colpisce di più è quasi sempre il COP: 4,2, 4,8, persino 5,6 nei modelli più recenti. Ma quel numero da solo non basta — e a volte può trarre in inganno. Il COP è una fotografia istantanea, scattata in laboratorio in condizioni ottimali. La bolletta che paghi a dicembre è il risultato di centinaia di ore di funzionamento a temperature variabili, con carichi termici diversi, cicli di sbrinamento, avviamenti e fermate. Quello che conta davvero è lo SCOP: il rendimento stagionale integrato, il numero che trasforma le specifiche tecniche in euro risparmiati. In questa guida ti spieghiamo come leggere entrambi i coefficienti, cosa significano per la tua bolletta e come calcolare il risparmio rispetto a una caldaia a gas. Per il quadro completo su come funziona la pompa di calore, leggi la nostra guida Come Funziona la Pompa di Calore.
Cos’è il COP: la misura istantanea dell’efficienza
Il COP (Coefficient of Performance) misura il rapporto tra l’energia termica prodotta dalla pompa di calore e l’energia elettrica consumata in un determinato istante, in condizioni definite di test. È un numero adimensionale — non ha unità di misura — che esprime quante volte l’energia termica supera quella elettrica consumata.
La formula: calore prodotto / energia elettrica consumata
La formula è semplice:
COP = Q_termico / W_elettrico
dove Q_termico è il calore ceduto all’impianto (in kWh o kW) e W_elettrico è l’energia elettrica consumata dal compressore e dagli ausiliari (in kWh o kW). Un COP di 4 significa che per ogni kWh elettrico consumato la macchina produce 4 kWh di calore. Da dove vengono gli altri 3 kWh? Dall’aria esterna: il calore estratto dall’ambiente esterno si somma all’energia elettrica immessa per dare il calore totale ceduto all’impianto.
È importante capire che il COP non viola alcuna legge della termodinamica: il bilancio energetico totale (calore prelevato dall’esterno + energia elettrica = calore ceduto all’interno) è sempre in pareggio. La macchina non “crea” energia — la sposta.
COP 3, COP 4, COP 5: cosa significano in termini di bolletta
Tradurre il COP in euro è semplice una volta fissato il prezzo dell’elettricità. Supponiamo un costo dell’energia elettrica di 0,25 €/kWh (valore orientativo monorario per utenze domestiche nel 2026, comprensivo di oneri e imposte):
- COP 3: ogni kWh termico prodotto costa 0,083 €
- COP 4: ogni kWh termico prodotto costa 0,063 €
- COP 5: ogni kWh termico prodotto costa 0,050 €
Per confronto: il metano a 0,90 €/m³ (prezzo indicativo 2026 per uso domestico) con una caldaia a condensazione al 95% di rendimento produce circa 9 kWh termici per metro cubo, a un costo di circa 0,10 €/kWh termico.
Con COP 4 il risparmio rispetto al gas è di circa il 37% per ogni kWh di calore. Con COP 3 il vantaggio si riduce a circa il 17%. Con COP 5 si sale al 50% di risparmio. La differenza tra un impianto dimensionato bene (COP medio stagionale alto) e uno mal dimensionato (COP medio stagionale basso) può valere centinaia di euro all’anno.
Il COP cambia con la temperatura esterna: il punto critico sotto zero
Il COP non è una costante: varia con le condizioni operative, in primo luogo con la temperatura dell’aria esterna. Più l’aria è fredda, più il compressore deve “lavorare” per elevare la temperatura del gas fino al livello necessario per cedere calore all’impianto. Questo significa consumo elettrico più alto e calore estratto dall’aria più difficile da ottenere: il COP scende.
Una curva tipica per una pompa di calore aria-acqua di qualità (temperatura di mandata 35°C):
- Temperatura esterna +15°C: COP 5,0-6,0
- Temperatura esterna +7°C: COP 4,0-4,5 (condizione di test standard A7/W35)
- Temperatura esterna 0°C: COP 3,0-3,5
- Temperatura esterna –7°C: COP 2,5-3,0
- Temperatura esterna –15°C: COP 2,0-2,5 (condizione di test A–15/W35)
I valori variano significativamente tra modelli diversi. La curva alle basse temperature è uno degli aspetti più importanti da confrontare quando si scelgono macchine destinate a zone climatiche fredde.
Cos’è lo SCOP: il rendimento che conta davvero
Lo SCOP (Seasonal Coefficient of Performance) integra le prestazioni della pompa di calore lungo l’intera stagione di riscaldamento, pesando ogni ora di funzionamento per la temperatura esterna di quella ora e il fabbisogno termico corrispondente. È il COP medio reale della macchina nel corso di una stagione intera — non in un’ora di funzionamento ottimale.
La differenza tra COP istantaneo e rendimento stagionale
La differenza tra COP e SCOP è la differenza tra il rendimento di una macchina in condizioni di laboratorio e quello nella vita reale. Un’analogia: il consumo di carburante dichiarato di un’auto (ciclo misto WLTP) è il “COP” di quel veicolo. Il consumo reale che ottieni guidando in città, in autostrada, d’inverno con l’aria condizionata e la strada trafficata è il suo “SCOP”.
Lo SCOP è sempre inferiore al COP di picco dichiarato in catalogo, per tre ragioni principali:
- Le temperature esterne variano: nelle ore e nei giorni più freddi il COP cala.
- I cicli di sbrinamento consumano energia senza produrre calore netto.
- La macchina non sempre opera nel punto di efficienza ottimale: avviamenti, fermate, periodi di carico parziale a bassa efficienza.
Come lo SCOP viene calcolato secondo EN 14825
La norma europea EN 14825 definisce il metodo standard per calcolare lo SCOP. Il calcolo si basa su una serie di condizioni operative di riferimento (bin method): la stagione di riscaldamento viene suddivisa in intervalli di temperatura, e per ogni intervallo si misura il COP reale della macchina. Lo SCOP è la media pesata dei COP per ogni intervallo, pesata per le ore annue effettive a quella temperatura nella zona climatica di riferimento.
La norma definisce tre zone climatiche di riferimento:
- Zona climatica calda (H3): Atene — inverni miti, poche ore sotto zero.
- Zona climatica media (H2): Strasburgo — inverni moderati, tipica dell’Italia centro-settentrionale.
- Zona climatica fredda (H1): Helsinki — inverni rigidi, molte ore sotto zero.
I cataloghi italiani riportano tipicamente lo SCOP per la zona H2. Per abitazioni in zone di montagna o Pianura Padana con inverni particolarmente freddi, è utile verificare anche i valori H1.
Perché uno SCOP 4,2 può valere più di un COP 5 di picco
Questo è il punto che molti installatori non spiegano chiaramente. Un modello con COP di picco dichiarato di 5,2 (misurato a +7°C) ma con COP che scende a 2,2 a –7°C ha un comportamento molto diverso da un modello con COP di picco di 4,5 a +7°C ma COP di 3,0 a –7°C. Nelle zone fredde, dove le ore sotto zero sono molte e il fabbisogno termico è massimo proprio nelle notti più rigide, il secondo modello può avere uno SCOP complessivo più alto.
Morale pratica: chiedete sempre lo SCOP calcolato per la zona climatica corretta, non solo il COP di picco. E diffidate di confronti che usano il COP a +7°C per tutti i modelli senza specificare come si comportano a basse temperature.
Le classi energetiche e la norma Ecodesign
Le pompe di calore immesse sul mercato europeo devono rispettare la Direttiva Ecodesign e riportare l’etichetta energetica standardizzata. L’etichetta classifica le macchine da A+++ (massima efficienza) a D (minima efficienza accettabile), sulla base dello SCOP nella zona climatica di riferimento.
Come leggere l’etichetta energetica (A+++ fino a D)
L’etichetta energetica mostra, per le pompe di calore:
- La classe energetica in scala A+++ / A++ / A+ / A / B / C / D.
- Lo SCOP e/o il SEER (per la funzione raffrescamento).
- La potenza termica nominale in kW.
- Il livello sonoro dell’unità esterna in dB(A).
Per il mercato residenziale italiano, le macchine di qualità rientrano tipicamente in classe A++ o A+++. Le macchine in classe A+ o inferiore sono raramente competitive sul piano economico nel lungo periodo.
L’impatto della temperatura di progetto (35°C vs 55°C) sullo SCOP
L’etichetta energetica riporta lo SCOP per due temperature di progetto dell’impianto idronico: 35°C (bassa temperatura, pavimento radiante o fan coil) e 55°C (media temperatura, radiatori tradizionali o impianti misti). Questa distinzione è importante.
Una macchina con SCOP 4,5 a 35°C può avere SCOP 3,0 a 55°C — la differenza è enorme in termini di bolletta. Se hai un impianto con radiatori tradizionali che richiedono 55-60°C, lo SCOP rilevante per il tuo caso è quello a 55°C, non quello a 35°C che spesso compare in primo piano nelle schede commerciali.
Questo è uno dei motivi per cui, in fase di progetto, valutiamo sempre se è economicamente vantaggioso sostituire i vecchi radiatori con versioni a bassa temperatura: il guadagno in efficienza della pompa di calore può giustificare l’investimento in pochi anni.
Come calcolare il risparmio in bolletta rispetto alla caldaia a gas
Calcolare il risparmio reale richiede tre dati: il fabbisogno termico annuo della tua abitazione, lo SCOP della pompa di calore scelta nella zona climatica corretta, e il rapporto tra il prezzo dell’elettricità e quello del gas.
Formula pratica con esempi numerici
Supponiamo una casa di 150 m² in zona climatica H2 (nord Italia) con fabbisogno termico annuo di 15.000 kWh (riscaldamento + acqua calda sanitaria):
- Caldaia a gas al 95% di rendimento: energia gas necessaria = 15.000 / 0,95 = 15.790 kWh termici di gas. Con gas a 0,90 €/m³ (9 kWh/m³): 1.755 m³ × 0,90 = 1.579 € / anno.
- Pompa di calore con SCOP 3,8 (zona H2, mandata 35°C): energia elettrica necessaria = 15.000 / 3,8 = 3.947 kWh elettrici. Con elettricità a 0,25 €/kWh: 987 € / anno.
- Pompa di calore con SCOP 4,2: 15.000 / 4,2 = 3.571 kWh elettrici × 0,25 = 893 € / anno.
Il risparmio rispetto al gas: da circa 590 €/anno (SCOP 3,8) a 686 €/anno (SCOP 4,2). Su un impianto che dura 15-20 anni, si parla di 9.000-14.000 € di risparmio cumulato — ben più del differenziale di costo iniziale tra un modello più efficiente e uno meno.
Il break-even con il gas a diverse quotazioni
Il rapporto di convenienza tra pompa di calore e caldaia è sensibile al prezzo del gas e dell’elettricità. Il punto di pareggio si raggiunge quando il costo per kWh termico prodotto dalla pompa di calore eguaglia quello prodotto dalla caldaia.
Con elettricità a 0,25 €/kWh e gas a 0,90 €/m³, la pompa di calore è più conveniente da SCOP 2,5 in su. Con gas a 1,20 €/m³ (prezzi del picco 2022-2023), la convenienza parte già da SCOP 1,9. In entrambi i casi, qualsiasi pompa di calore di qualità media (SCOP ≥ 3,5) risulta significativamente più economica della caldaia a gas.
Per capire come i componenti della macchina influenzano il COP e lo SCOP nella pratica, consulta la nostra guida I Componenti della Pompa di Calore. Per la panoramica di base, torna a Come Funziona la Pompa di Calore.
Come BP Srl garantisce le prestazioni nel tempo
Un impianto efficiente a 30°C di temperatura esterna può perdere molto della sua efficienza se non viene dimensionato, installato e mantenuto correttamente. I fattori che degradano lo SCOP nel tempo sono reali: perdite di refrigerante non rilevate, sporcizia sulle alette dell’evaporatore, deterioramento del fluido nelle sonde geotermiche, impostazione non ottimale dei parametri di controllo.
In BP Srl offriamo manutenzione programmata e monitoraggio delle prestazioni per ogni impianto installato: non solo installiamo, ma verifichiamo che nel tempo i consumi reali corrispondano al progetto iniziale. Con da oltre vent’anni di attività, 3.000+ impianti installati e 46 MW di potenza gestita, sappiamo dove si nascondono i cali di efficienza e come prevenirli.
Se vuoi un’analisi delle prestazioni della tua pompa di calore esistente, o stai valutando un nuovo impianto e vuoi capire quale SCOP reale puoi aspettarti nella tua situazione specifica, contattaci.
- Compila il form di contatto — ti richiamiamo entro un giorno lavorativo.
- Scrivici su WhatsApp per una risposta rapida.
- Chiamaci direttamente: disponibili dal lunedì al venerdì.
Contattaci Qui e ricevi la tua Analisi Gratuita
Ti facciamo il progetto a nostre spese e senza impegno. Simulazione gratuita dell’impianto con calcolo di rendimento, produzione e risparmio. Richiedila subito.
