Il blackout che ha colpito Spagna, Portogallo e parte della Francia il 28 aprile 2024 ha riportato al centro del dibattito una domanda concreta: chi aveva un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo EPS in casa, ha continuato a vivere normalmente?
La risposta breve è sì. Ma vale la pena capire perché — e in quali condizioni.
Il blackout in Spagna del 28 aprile 2024: cosa è successo davvero
Il 28 aprile 2024 la Spagna è stata colpita da un blackout nazionale che ha coinvolto milioni di persone. L’interruzione è iniziata intorno alle 12:00 e ha avuto una durata variabile a seconda delle zone, con picchi di disservizio di diverse ore. Le regioni più colpite sono state Madrid, Catalogna e Andalusia, dove trasporti pubblici e telecomunicazioni hanno subito forti rallentamenti.
La causa non è stata il fotovoltaico. Come ha chiarito la presidente di Red Eléctrica de España — confermato anche dal primo ministro Pedro Sánchez — il blackout è stato provocato da un guasto su una linea di trasmissione ad alta tensione al confine franco-spagnolo. Quell’evento ha generato una rapida instabilità della frequenza sulla rete, innescando un effetto a catena che ha portato allo spegnimento controllato di porzioni crescenti del sistema elettrico. La disconnessione degli impianti fotovoltaici ed eolici è avvenuta solo successivamente al collasso, come reazione automatica alle condizioni anomale rilevate.
Vale la pena dirlo chiaramente: se in quel momento la rete fosse stata sostenuta principalmente da centrali nucleari collegate alla stessa linea interrotta, il risultato sarebbe stato identico.
Un impianto fotovoltaico funziona durante un blackout senza batteria?
No. In assenza di un sistema di accumulo con funzione EPS, l’inverter si spegne automaticamente per ragioni di sicurezza — anche se il sole sta splendendo e i pannelli starebbero producendo energia. L’impianto resta inutilizzabile finché la rete pubblica non viene ripristinata.
È un comportamento previsto dalla normativa, pensato per proteggere i tecnici che intervengono sulla rete. Ma per chi non lo sa, può essere una sorpresa sgradevole.
Cos’è un sistema EPS per impianti fotovoltaici?
Un sistema EPS (Emergency Power Supply) consente all’impianto fotovoltaico di continuare ad alimentare tutte le utenze — o solo quelle prioritarie — anche durante un’interruzione della rete. Integra una batteria che immagazzina l’energia prodotta dai pannelli durante il giorno e la rende disponibile in caso di blackout, attivandosi automaticamente.
La vera differenza rispetto a un normale impianto con accumulo è proprio questa: mantenere attivi frigorifero, luci, piano a induzione, pompa di calore o sistemi di allarme anche quando la rete pubblica non c’è. Oggi le soluzioni più avanzate garantiscono il ripristino della corrente in meno di 1 millisecondo — in pratica, non si nota nemmeno l’interruzione.
Un altro vantaggio importante è la personalizzazione dei carichi prioritari: è possibile scegliere quali apparecchiature mantenere attive, ottimizzando l’autonomia della batteria. Nel caso di un’azienda, si possono selezionare macchinari o prese specifiche.
Simulazione reale: impianto da 6 kWp con 10 kWh di accumulo
Per capire concretamente cosa sarebbe successo durante il blackout spagnolo, prendiamo una configurazione comune: un impianto fotovoltaico da 6 kWp abbinato a un sistema di accumulo da 10 kWh. È una soluzione che diversi nostri clienti hanno già installato. Possiamo affidarci ai dati reali del sistema di monitoraggio di uno di loro, residente in Lombardia.
La giornata del 28 aprile in Spagna era soleggiata su gran parte del territorio — condizioni favorevoli per la produzione fotovoltaica. Alle 11:20 del mattino, la batteria risultava già al 99% di carica, nonostante fosse solo metà giornata. Nel corso della giornata, l’impianto ha prodotto circa 39 kWh, con un picco di potenza di 4,97 kW alle 14:17.
In un contesto di blackout come quello verificatosi in Spagna, questa configurazione avrebbe permesso al proprietario di:
- mantenere attive le utenze prioritarie per l’intera durata dell’interruzione
- utilizzare energia accumulata e prodotta in tempo reale dai pannelli
- non accorgersi del blackout, grazie alla commutazione EPS sotto al millisecondo
Quanto dura la batteria di accumulo durante un blackout?
Dipende da due variabili: la capacità della batteria e il consumo degli apparecchi collegati in modalità EPS. Con una batteria da 10 kWh e solo i carichi essenziali attivi, l’autonomia può variare da alcune ore fino all’intera notte. In giornate soleggiate, la batteria si ricarica durante il giorno e l’autonomia si prolunga ulteriormente.
Lo scenario peggiore è un blackout in pieno inverno, dopo più giorni consecutivi di maltempo: ore di luce ridotte, scarsa produzione fotovoltaica, batteria già in parte scarica al momento dell’interruzione. In questi casi entrano in gioco strategie alternative: limitare l’uso ai carichi davvero essenziali, come illuminazione e riscaldamento, e affidarsi a sistemi di gestione intelligente dell’energia residua.
Questo scenario non deve spaventare, ma deve essere considerato in fase di progettazione. Un impianto dimensionato correttamente, con una comunicazione chiara sulle prestazioni realistiche in condizioni estreme, è la base di partenza.
Cosa ci insegna il blackout spagnolo sulla resilienza energetica
L’evento del 28 aprile è una lezione concreta sulla necessità di rafforzare le reti di trasmissione, potenziare le interconnessioni internazionali e aumentare la capacità di accumulo — sia a livello di rete che domestico.
Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, i governi devono soppesare i costi iniziali di un’infrastruttura resiliente rispetto ai benefici della sicurezza di approvvigionamento. Un equilibrio che, per molti paesi europei, si risolve sempre più a favore delle rinnovabili abbinate a sistemi di stoccaggio.
Come sottolinea il fisico Ugo Bardi, le reti sono sistemi complessi soggetti a oscillazioni: accusare le rinnovabili senza prove equivale a fare propaganda. Il blackout spagnolo non è stato causato dal fotovoltaico, ma da una rete non ancora all’altezza della transizione in corso.
La Spagna, con il 56% del suo fabbisogno già coperto da rinnovabili nel 2024, è sulla strada giusta. Ora deve investire in batterie, pompaggi idroelettrici, inverter avanzati e strumenti di demand response per distribuire meglio i carichi nei momenti critici — non cedere alla nostalgia per tecnologie del passato, più costose e più lente da dispiegare.
Il blackout nazionale in Spagna è un promemoria su quanto possa essere vulnerabile la dipendenza dalla rete elettrica pubblica, anche in paesi avanzati. In questo contesto, avere un sistema di accumulo con funzionalità EPS significa affrontare l’eventualità di un blackout con serenità — garantendo continuità, sicurezza e comfort, indipendentemente da quello che succede fuori.
Un’analisi tecnica personalizzata delle proprie esigenze resta sempre il punto di partenza per capire se e come investire in soluzioni di continuità elettrica.
FAQ
1. Il blackout in Spagna è stato causato dal fotovoltaico? No. La causa è stata un guasto su una linea ad alta tensione al confine franco-spagnolo. Gli impianti fotovoltaici si sono disconnessi solo in seguito al collasso di rete, come reazione automatica — non come causa.
2. Qual è la differenza tra EPS e backup completo? L’EPS alimenta solo i carichi prioritari selezionati durante un blackout. Il backup completo alimenta l’intera abitazione o azienda, ma richiede impianti più potenti e costosi. Per l’uso domestico, l’EPS è la soluzione più efficiente ed economica.
3. Posso usare tutto l’impianto durante un blackout? No, con un sistema EPS si alimentano solo i carichi essenziali definiti in fase di progettazione (es. frigorifero, luci, modem). Per alimentare l’intero impianto serve un sistema di backup completo con batteria e inverter adeguati alla potenza richiesta.
4. Quanto dura la batteria in modalità EPS? Dipende dalla capacità della batteria e dal consumo degli apparecchi collegati. Con una batteria da 10 kWh e carichi essenziali, l’autonomia va da alcune ore fino all’intera notte. In giornate soleggiate, la ricarica diurna prolunga ulteriormente l’autonomia.
5. È possibile aggiungere EPS a un impianto esistente? Sì, in molti casi è possibile integrare la funzionalità EPS su impianti già esistenti, a patto che inverter e sistema di accumulo siano compatibili. Una valutazione tecnica da parte di un installatore qualificato è fondamentale per verificarne la fattibilità.
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